Archive for novembre, 2009

SuonoControVerso, Vivendo...

Invisibile

È la cosa più semplice non renderla difficile,
può anche divertire ma non devi fare niente a me,
ora che è possibile e posso voler scegliere per me.
Così imprevedibile che non mi costa perdere,
andare fino in fondo a quello che nascondo a te.
Ora che è possibile e posso voler scegliere per me.
Io divento facile adesso sono invisibile non mi puoi vedere più,
non mi puoi toccare più. Ora…
Tutto si può dire ma non credo sia possibile
il fatto che abbia scelto di vivere allo specchio.
Ora che è possibile e posso voler scegliere per me.
Io divento facile adesso sono invisibile non mi puoi vedere più,
non mi puoi toccare più. Ora…
Io divento facile adesso sono invisibile non mi puoi vedere più,
non mi puoi toccare più.
Invisibile.
Ritmo Tribale – “PSYCORSONICA” [1994]

Sopravvivendo..., SuonoControVerso, Vivendo...

Storia di un anarchico muratore

Poesia pura, con un pizzico d’imbarazzo, per lui.
Mi sono commosso, mi tremava la voce, riconciliarsi con se
stessi dopo quindici anni non capita spesso.
Buttargli in faccia il tuo disagio, i tuoi ricordi, in
un minuto… è il minimo… dopo aver comprato i suoi cd.
Ora toccava a me, trattengo il respiro e non azzecco neanche
un tempo.
Una divinità? No grazie, piuttosto uno sfigato come me,
con una vita che poteva essere e non è stata.
Un binario parallelo, “tutto un discorso di fatti
e di cose, Collegamenti tra causa e reazione”.
Parto con una richiesta d’abbraccio, la fisicità è importante per me !
Rido. Ride. E allora sputo, e starei ore a raccontargli
dello stare in auto sulla collina torinese ad ascoltarlo,
dei deliri e delle grida durante la malattia,
dell’essere incompreso e del va bene così.
Del dentro o fuori della vita mia; come tante:
poi neanche così speciale.
Un filo, trasparente ma forte, che lega il tempo e lo spazio,
lega le domande alle risposte.
E oggi? Finalmente lo spezzerò o finalmente si arrotolerà.
L’evoluzione tecnologica ha seguito il suo corso
dal nastro all’mp3, sempre presente amico mio, tra alti e bassi.
L’idea che come tanti, saresti andato via senza tornare,
senza dirsi nemmeno un addio…
Ed invece eccoti qua, tra amori, amici, famiglia …
Il tempo di dirti grazie.
Il tempo di scrivermi grazie.
Mi firmi il primo e l’ultimo e poi un ultimo abbraccio.
Finalmente respiro. Ora sono solo. Mi libero la mente
con una sigaretta. Giuro l’ultima.
Sono felice, sono felice di essere solo in questa notte,
poter viaggiare in tangenziale, attraversare Milano
(diresti “attraversaMil’ano” ).
Leggero galleggio, molto leggero, grazie al potere della musica,
<< è un racconto che ha vita propria e si nutre di chi l’ascolta.
L’autore quasi si dissolve>>.
Grazie ancora per la chiusura del cerchio.
Ora mi sento un pò più libero, con qualche
dipendenza in meno, e qualche affetto in più.
Buon viaggio Edda.edda magnolia