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	<title>Commenti a: Huomini</title>
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	<description>Il mio personal blog...</description>
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		<title>Di: Francesca Peghetti</title>
		<link>https://blog.luigi.it/?p=4&#038;cpage=1#comment-12524</link>
		<dc:creator>Francesca Peghetti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 09:04:34 +0000</pubDate>
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		<description>Dico che il ritorno di Edda mi ha lasciato perplessa senza alcun giudizio, tanto per precisare. ovviamente i Ritmo sono legati anche al vecchio leoncavallo, ma forse qui ci dilungheremmo troppo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dico che il ritorno di Edda mi ha lasciato perplessa senza alcun giudizio, tanto per precisare. ovviamente i Ritmo sono legati anche al vecchio leoncavallo, ma forse qui ci dilungheremmo troppo</p>
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		<title>Di: Francesca Peghetti</title>
		<link>https://blog.luigi.it/?p=4&#038;cpage=1#comment-12523</link>
		<dc:creator>Francesca Peghetti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 07:28:26 +0000</pubDate>
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		<description>Inizialmente ero indecisa se condividere le emozioni e i ricordi che mi ha regalato questo pezzo dei Ritmo -noi li si chiamava cosÃ¬ - non so chi si puÃ² ricordare certe cose e certi posti, forse solo qualche quarantenne bruciato come me.. Ma che importa alla fine?! I Ritmo sono stati uno dei primi concerti che ho visto, a 16 anni, in un posto che ora Ã¨ un locale di striptease in un via Padova a Milano.Non dimenticherÃ² mai il canto liberatorio di uomini, di circondato, di di guilty e tante altre. Amavo la voce e i capelli di Edda, il suo ritorno mi ha lasciato un po&#039; perplessa. Comunque i Ritmo sono i Ritmo e almeno loro alla mia generazione nessuno potrÃ  portarli via... Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Inizialmente ero indecisa se condividere le emozioni e i ricordi che mi ha regalato questo pezzo dei Ritmo -noi li si chiamava cosÃ¬ &#8211; non so chi si puÃ² ricordare certe cose e certi posti, forse solo qualche quarantenne bruciato come me.. Ma che importa alla fine?! I Ritmo sono stati uno dei primi concerti che ho visto, a 16 anni, in un posto che ora Ã¨ un locale di striptease in un via Padova a Milano.Non dimenticherÃ² mai il canto liberatorio di uomini, di circondato, di di guilty e tante altre. Amavo la voce e i capelli di Edda, il suo ritorno mi ha lasciato un po&#8217; perplessa. Comunque i Ritmo sono i Ritmo e almeno loro alla mia generazione nessuno potrÃ  portarli via&#8230; Grazie per chi ha avuto la pazienza di leggere.</p>
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		<title>Di: Claudio</title>
		<link>https://blog.luigi.it/?p=4&#038;cpage=1#comment-807</link>
		<dc:creator>Claudio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 11:28:03 +0000</pubDate>
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		<description>Si racconta di un fanciullo che aveva perduto 
il senso della gravitÃ ... 

Uomini, se in voi guardo, il mio spavento 
cresce nel cuore. Io senza voce e moto 
voi vedo immersi nell&#039;eterno vento; 
voi vedo, fermi i brevi piedi al loto, 
ai sassi, all&#039;erbe dell&#039;aerea terra, 
abbandonarvi e pender giÃ¹ nel vuoto. 
Oh! voi non siete il bosco, che s&#039;afferra 
con le radici, e non si getta in aria 
se d&#039;altrettanto non va su, sotterra! 
Oh! voi non siete il mare, cui contraria 
regge una forza, un soffio che s&#039;effonde, 
laggiÃ¹, dal cielo, e che giammai non varia. 
Eternamente il mar selvaggio l&#039;onde 
protende al cupo; e un alito incessante 
piano al suo rauco rantolar risponde. 
Ma voi... Chi ferma a voi quassÃ¹ le piante? 
Vero Ã¨ che andate, gli occhi e il cuore stretti 
a questa informe oscuritÃ  volante; 
che fisso il mento a gli anelanti petti, 
andate, ingombri dell&#039;oblio che nega,
penduli, o voi che vi credete eretti! 
Ma quando il capo e l&#039;occhio vi si piega 
giÃ¹ per l&#039;abisso in cui lontan lontano 
in fondo in fondo Ã¨ il luccichÃ¬o di Vega...? 
Allora io, sempre, io l&#039;una e l&#039;altra mano 
getto a una rupe, a un albero, a uno stelo, 
a un filo d&#039;erba, per l&#039;orror del vano! 
a un nulla, qui, per non cadere in cielo! 

Oh! se la notte, almeno lei, non fosse! 
Qual freddo orrore pendere su quelle 
lontane, fredde, bianche azzurre e rosse, 
su quell&#039;immenso baratro di stelle, 
sopra quei gruppi, sopra quelli ammassi, 
quel seminÃ¬o, quel polverÃ¬o di stelle! 
Su quell&#039;immenso baratro tu passi 
correndo, o Terra, e non sei mai trascorsa, 
con noi pendenti, in grande oblÃ¬o, dai sassi. 
Io veglio. In cuor mi venta la tua corsa. 
Veglio. Mi fissa di laggiÃ¹ coi tondi 
occhi, tutta la notte, la Grande Orsa:
se mi si svella, se mi si sprofondi 
l&#039;essere, tutto l&#039;essere, in quel mare 
d&#039;astri, in quel cupo vortice di mondi! 
veder d&#039;attimo in attimo piÃ¹ chiare 
le costellazioni, il firmamento 
crescere sotto il mio precipitare! 
precipitare languido, sgomento, 
nullo, senza piÃ¹ peso e senza senso. 
sprofondar d&#039;un millennio ogni momento! 
di lÃ  da ciÃ² che vedo e ciÃ² che penso, 
non trovar fondo, non trovar mai posa, 
da spazio immenso ad altro spazio immenso; 
forse, giÃ¹ giÃ¹, via via, sperar... che cosa? 
La sosta! Il fine! Il termine ultimo! Io, 
io te, di nebulosa in nebulosa, 
di cielo in cielo, in vano e sempre, Dio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si racconta di un fanciullo che aveva perduto<br />
il senso della gravitÃ &#8230; </p>
<p>Uomini, se in voi guardo, il mio spavento<br />
cresce nel cuore. Io senza voce e moto<br />
voi vedo immersi nell&#8217;eterno vento;<br />
voi vedo, fermi i brevi piedi al loto,<br />
ai sassi, all&#8217;erbe dell&#8217;aerea terra,<br />
abbandonarvi e pender giÃ¹ nel vuoto.<br />
Oh! voi non siete il bosco, che s&#8217;afferra<br />
con le radici, e non si getta in aria<br />
se d&#8217;altrettanto non va su, sotterra!<br />
Oh! voi non siete il mare, cui contraria<br />
regge una forza, un soffio che s&#8217;effonde,<br />
laggiÃ¹, dal cielo, e che giammai non varia.<br />
Eternamente il mar selvaggio l&#8217;onde<br />
protende al cupo; e un alito incessante<br />
piano al suo rauco rantolar risponde.<br />
Ma voi&#8230; Chi ferma a voi quassÃ¹ le piante?<br />
Vero Ã¨ che andate, gli occhi e il cuore stretti<br />
a questa informe oscuritÃ  volante;<br />
che fisso il mento a gli anelanti petti,<br />
andate, ingombri dell&#8217;oblio che nega,<br />
penduli, o voi che vi credete eretti!<br />
Ma quando il capo e l&#8217;occhio vi si piega<br />
giÃ¹ per l&#8217;abisso in cui lontan lontano<br />
in fondo in fondo Ã¨ il luccichÃ¬o di Vega&#8230;?<br />
Allora io, sempre, io l&#8217;una e l&#8217;altra mano<br />
getto a una rupe, a un albero, a uno stelo,<br />
a un filo d&#8217;erba, per l&#8217;orror del vano!<br />
a un nulla, qui, per non cadere in cielo! </p>
<p>Oh! se la notte, almeno lei, non fosse!<br />
Qual freddo orrore pendere su quelle<br />
lontane, fredde, bianche azzurre e rosse,<br />
su quell&#8217;immenso baratro di stelle,<br />
sopra quei gruppi, sopra quelli ammassi,<br />
quel seminÃ¬o, quel polverÃ¬o di stelle!<br />
Su quell&#8217;immenso baratro tu passi<br />
correndo, o Terra, e non sei mai trascorsa,<br />
con noi pendenti, in grande oblÃ¬o, dai sassi.<br />
Io veglio. In cuor mi venta la tua corsa.<br />
Veglio. Mi fissa di laggiÃ¹ coi tondi<br />
occhi, tutta la notte, la Grande Orsa:<br />
se mi si svella, se mi si sprofondi<br />
l&#8217;essere, tutto l&#8217;essere, in quel mare<br />
d&#8217;astri, in quel cupo vortice di mondi!<br />
veder d&#8217;attimo in attimo piÃ¹ chiare<br />
le costellazioni, il firmamento<br />
crescere sotto il mio precipitare!<br />
precipitare languido, sgomento,<br />
nullo, senza piÃ¹ peso e senza senso.<br />
sprofondar d&#8217;un millennio ogni momento!<br />
di lÃ  da ciÃ² che vedo e ciÃ² che penso,<br />
non trovar fondo, non trovar mai posa,<br />
da spazio immenso ad altro spazio immenso;<br />
forse, giÃ¹ giÃ¹, via via, sperar&#8230; che cosa?<br />
La sosta! Il fine! Il termine ultimo! Io,<br />
io te, di nebulosa in nebulosa,<br />
di cielo in cielo, in vano e sempre, Dio!</p>
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		<title>Di: iSo</title>
		<link>https://blog.luigi.it/?p=4&#038;cpage=1#comment-134</link>
		<dc:creator>iSo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2007 16:10:28 +0000</pubDate>
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		<description>Mi fa piacere leggere questo testo... l&#039;ho cantato anni con un mio vecchio gruppo, una delle poche cover che facevamo, ma la facevamo molto tirata e punk!

Ciao!

iSo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere leggere questo testo&#8230; l&#8217;ho cantato anni con un mio vecchio gruppo, una delle poche cover che facevamo, ma la facevamo molto tirata e punk!</p>
<p>Ciao!</p>
<p>iSo</p>
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